Sii conciso

perdo tempo, ma non mi astengo

May 20
“Ci svegliamo alle 4 del mattino, perché sobbalziamo.
Penso sia strano sentire passare gli aerei a quell’ora, ma è un altro tipo di rombo, è una cosa interna, viscerale, qualcosa di ancestrale.
Mi chiedo se sia il caso di alzarci, di fare 5 piani di scale ed andare in strada. Sentiamo urlare i tedeschi del sesto piano, sopra di noi. Chissà, forse è la loro prima volta.
Va via la luce, fuori e in casa.
Mi ripeto Adesso passa come un mantra. E stiamo ancora ballando.
Poi smette. Ma iniziano altre scosse, più o meno ogni 10-15 minuti.
Ho freddo, mi tremano le braccia, ho un peso sul petto, batto i denti e sbadiglio. Tutto insieme. E mi spavento, perché una cosa così non l’ho mai provata prima.
Torna l’elettricità, mi calmo, mi alzo e accendo il pc e vedo che è stato maledettamente vicino.
Torno a letto poi, alle 5, un’altra botta.
Restiamo a letto abbracciati, che non si può fare altro se non sperare che la smetta, che i genitori non l’abbiano sentito, che nessuno sia rimasto sotto.
La casa è il luogo dove ci si sente protetti, invece ci sentiamo indifesi.
Più tardi troveremo qualche libro e un soprammobile per terra, sms, amici, telefonate… e gli operai che facevano il turno di notte di sabato e che non possono raccontarcelo.”
arancioeblu(2punto0)